Edito

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BL 03/2010

Non si può negare l’evidenza. Serve un po’ di serietà e di coerenza, e pure un po’ di memoria storica, capacità e competenza specifica, lo ribadiamo spesso. Viviamo in un mondo fatto da persone serie e da burattini, da persone competenti e oneste e da approfittatori e burattinai senza scrupoli, da trasmissioni televisive serie che fanno cultura e da “grandi fratelli” di m…ediocrità inaudita, che abbassa sensibilmente la soglia intellettiva nostra e dei nostri figli. George Orwell (scrittore britannico di Big Brother) lo aveva previsto in anticipo di decenni. I venditori di fumo, bravi a curare solo i propri diretti interessi a discapito della società e dell’intero mondo in cui vivono, sono molti, troppi oggi, e se il popolo è ignorante, è più facile da ingannare, convincere e circuire: lo sapevano già i filosofi greci migliaia di anni fa. Sono in molti però a non rendersene conto, a pensare di poter diventare biker all’acquisto di una moto o… via internet spulciando qualche sito dedicato a personaggi di riferimento che in alcuni casi abbiamo personalmente conosciuto e a cui, questo modo di agire, non piacerebbe affatto. Si pensa di essere nel giusto ma si procede in senso opposto, forse perché mal consigliati, ma il problema è che si disperdono le forze, quelle sane. Questo ci motiva ulteriormente, imponendoci di usare tutta la nostra competenza e decennale esperienza per sostenere gli interessi della categoria, degli operatori e dei lettori, nel comune interesse (ma gli altri media dove sono?). Un compito che non ci spaventa affatto, le nostre radici biker affondano nei primi anni Settanta, l’Editrice Custom ci permette di rendere pubblico il nostro pensiero da vent’anni, e i migliori eventi biker che hanno fatto conoscere all’Europa che esisteva un movimento Biker Italiano pongono le proprie radici nel 1986 quando si gettarono le basi dell’MCI e si cercarono di regolamentare i rapporti fra gruppi di motociclisti outsider. Chi potrebbe contrapporsi a tutto questo e con quale credibilità e autorevolezza? In tutto questo siamo sempre stati in prima linea, abbiamo idee molto chiare in merito alla situazione italiana, europea, mondiale, non siamo fruitori terzi, semplici operatori commerciali, o semplici cronisti, ma padri fondatori di buona parte delle cose di cui parliamo e per verificarlo è sufficiente spulciare le vecchie copie di Bikers Life (“…è tutto scritto, catalogato, ogni pensiero, ogni peccato…”!). Date, eventi, le importantissime consequenzialità degli stessi, scopiazzature, scorrettezze, tutto conduce a una maggiore o minore credibilità, coerenza, che si traduce in autorevolezza, onestà ed esperienza da usare oggi a difesa del settore biker e custom a cui molti di noi, dedicano la stessa vita! Tutto è relativo, si dice, quello che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla: dipende dai punti di vista insomma, ma al di là degli effetti speciali, giocati sul suolo del Paese con più telefonini ma meno PC in Europa, almeno i numeri non possono e non devono essere interpretati ma rimanere un dato oggettivo su cui potersi confrontare sui vari tavoli. Inaspettato e superiore alle aspettative ci appare quindi il prestigioso risultato della 16° edizione di una fiera italiana totalmente dedicata al nostro settore, a due anni dal cambiamento dei suoi vertici e delle relative scelte commerciali, che operatori e media di settore ormai da anni criticavano. Come dimenticare il titolo “C’era una volta Padova” del 2001 fatto da una rivista monomarca italiana al cambiamento del nome dell’evento? Un ritorno alle origini reclamato e attivato su espressa richiesta dei customizzatori italiani rappresentati da una propria federazione (FIC) e presenti all’incontro di Cesenatico di luglio 2008 (e riconfermata nel 2009), dove fu chiesto alla direzione di PadovaFiere, rappresentata dal Direttore Paolo Coin e Giuseppe Maci, di tornare a concentrarsi sul popolo custom-biker e a quelle particolarità del motociclismo, mototurismo e sport di settore, a cui questi specifici fruitori sono particolarmente vicini, e così è stato.


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